Cattedrale di Benevento

Cattedrale di Benevento

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La cattedrale, distrutta dalle incursioni aeree americane del 12 e del 14 settembre 1943, fu riedificata nel dopoguerra su disegno dell’architetto Rossi de Paoli. La prima pietra fu posta dal metropolita di Benevento mons. Agostino Mancinelli, il 1° luglio del 1950, alla presenza del presidente della Repubblica on. Luigi Einaudi e la monumentale opera fu inaugurata il 28 giugno del 1965 dall’arcivescovo mons. Raffaele Calabrìa.  Delle vecchie strutture del tempio restarono in sito la facciata e il campanile, restaurati tra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento. La straordinaria porta di bronzo fusa nel terzo quarto del secolo XII, la Janua Maior, considerata dagli storici dell’arte come una delle più alte espressioni artistiche medievali dell’Italia meridionale, fu ridotta in frammenti; ricomposta e restaurata negli anni Novanta è stata posizionata all’interno del Duomo, all’ingresso della navata centrale. Nel 2012, una copia integrale, realizzata dalla azienda Domus Dei di Albano Laziale col medesimo procedimento medievale di fusione a cera persa, è stata posizionata in facciata. Il ricco apparato decorativo degli interni della vecchia cattedrale – altari in marmo policromo di fattura seicentesca e settecentesca, sculture (alcune delle quali bassomedievali, come i due amboni), un pregevole soffitto a cassettoni – e lo straordinario patrimonio di quadri e di arredi liturgici vennero per lo più distrutti dal devastante incendio che si sviluppò con i bombardamenti. Ciò che si è salvato è stato restaurato con cura ed è attualmente conservato nel museo diocesano o ricollocato negli spazi della nuova cattedrale, ad eccezione di taluni manufatti ancora in deposito provvisorio presso il museo del Sannio dove furono trasferiti nell’emergenza post-bellica. Nel maggio del 2005, all’inizio dei nuovi lavori di pavimentazione della cattedrale, il sorprendente ritrovamento di importanti resti dell’antico edificio di culto, distrutto dai bombardamenti del 1943, indusse la Soprintendenza per i beni archeologici ad intraprendere indagini sistematiche. Lo scavo avviato nel 2005 si è concluso con qualche interruzione nel 2011; sono emerse stratificazioni storiche interessantissime che vanno dalla preistoria, all’età sannitica, fino all’età romano-repubblicana e romano-imperiale, concludendosi con l’impianto della prima chiesa paleocristiana e delle sue successive modificazioni medievali e moderne. La riapertura al culto della cattedrale “Maria Santissima Assunta” è avvenuta l’11 ottobre 2012 con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Andrea Mugione; mentre l’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 18 dicembre dello stesso anno. In tale occasione sono state installate le nuove porte di bronzo, è stato rimesso in funzione l’organo a canne, restaurato dalla ditta Mascione, ed è stato inaugurato il percorso archeologico nel livello sottostante la nuova pavimentazione. Dalle testimonianze storiche, dai documenti e dai risultati degli scavi archeologici si possono evincere le fasi salienti nella storia del sacro edificio: 1) la costruzione della cattedrale paleocristiana nel sec. V con atrio e quadriportico, poi area di sepoltura (paradiso) dove venivano sepolti membri di famiglie nobili e alti prelati; 2) le modifiche delle strutture architettoniche nei secoli VIII – IX ; 3) l’ampliamento con smantellamento del “paradiso”, facciata e campanile nei secoli XII-XIII; 4) i restauri orsiniani (dopo i terremoti 1688 e 1702);  5) la distruzione del duomo nella  seconda guerra mondiale.
Dando uno sguardo alla facciata esterna, si nota che è ispirata alle forme del romanico pisano e presenta due ordini: nella parte inferiore si trovano sei arcate cieche poco profonde e tre portali, che secondo la simbologia diffusa nelle cattedrali romaniche, richiamano il mistero della Trinità; nella parte superiore sono riproposte sei arcate cieche, più profonde di quelle inferiori, sorrette da colonne e capitelli romani di spoglio, che poggiano su mensoloni scolpiti a figure umane al centro e ornati all’estremità con vegetali. Le tre arcate centrali superiori, di età romanica, sono impreziosite da due finestroni circolari e un elegante rosone a dodici colonnine, che in passato era decorato da un antico mosaico andato perduto.
È presente, inoltre, all’interno degli stipiti, una decorazione a viticci e grappoli di uva che richiama direttamente le parole evangeliche  di Gesù dove presenta se stesso come vite ed i fedeli come tralci. L’archivolto romanico è sorretto da un toro a sinistra e da un leone a destra, simbolo e monito della severità e della vigilanza del vescovo nel tutelare fede e costumi. Incastonata nel portale centrale, la copia della Janua Major.

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